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Come prepararsi alla nuova tariffazione idrica TICSI

Sono mesi particolarmente tumultuosi per le aziende di gestione del servizio idrico: la scadenza entro la quale i gestori dovranno mettersi in linea con il nuovo regolamento approvato lo scorso anno dall’Autorità per l’energia è infatti sempre più vicina. Ma cosa cambia, nel concreto, con il riordino della struttura tariffaria? E, soprattutto, quali sono le novità concrete per le aziende del settore utility operanti nella fornitura del servizio idrico?

In questo articolo vedremo dunque tutto quello che cambia con l’entrata in vigore del Testo integrato corrispettivi servizi idrici (TICSI).

La nuova struttura tariffaria

Il nuovo testo integrato punta a riordinare la struttura dei corrispettivi per gli utenti finali, per omogeneizzarla su tutto il territorio nazionale. Le due parole d’ordine, dunque, sono razionalizzazione e semplificazione: basti pensare che, nel caso dell’utenza domestica, il regolamento riduce le precedenti 315 sotto-tipologie tariffarie ad una gamma di solamente 4 sotto-tipologie, tra le quali si punta l’attenzione sull’uso domestico non residente e l’uso domestico residente (applicando la disciplina delle agevolazioni).

La nuova bolletta: cosa cambia?

Come diretta conseguenza dell’introduzione del TICSI cambierà ovviamente anche la bolletta, che sarà quindi costituita da una quota variabile e da una quota fissa. Nella quota variabile saranno dunque comprese due voci, ovvero il servizio di fognatura e depurazione e il servizio di acquedotto, il quale sarà articolato a sua volta in base alle fasce di consumo, distinguendo tra:

  • una fascia di consumo annuo agevolato, che sarà determinata con un criterio pro capite
  • una fascia a tariffa base
  • da una a tre fasce di eccedenza nelle quali applicare tariffe crescenti

La bolletta sarà poi completata da una componente fissa, indipendente quindi dal consumo, non articolata per fasce e suddivisa per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione

Cosa devono fare i gestori

I mutamenti per i gestori, come si può intuire, non sono affatto pochi, e i tempi per metterli in pratica sono più che stringenti: entro il 30 giugno, ovvero tra poche settimane, dovranno essere distinte le utenze domestiche da quelle non domestiche. E non è certo tutto qui, in quanto entro la stessa data le aziende dovranno anche comunicare a tutti i propri utenti le nuove modalità di bollettazione, come presentate sopra. Oltre a ciò, entro la fine di giugno sarà necessario definire i corrispettivi per il servizio di collettamento e depurazione per le utenze non domestiche. Se non bastasse, allungando lo sguardo in un futuro un po’ più lontano – ma non troppo – va sottolineato che entro il 2022 dovranno essere comunicati nella loro completezza i dati relativi ai componenti di ogni nucleo familiare.

Le azioni da intraprendere in tempi brevi

Da tutto questo si capisce che i gestori, oltre a dover comunicare prontamente ai propri utenti la nuova tariffazione, devono identificare ogni nucleo familiare, distinguere le utenze residenti da quelle non residenti e infine determinare quali sono le attività produttive con consumi massivi e/con scarichi in fogna inquinanti. E se tutti questi sono degli obblighi, va evidenziato che insieme ad essi ci sono anche delle opportunità da non lasciarsi scappare. Questa può infatti essere l’occasione giusta per aggiornare i contatti dei clienti, per avviare una Campagna di Bollettazione elettronica o per verificare l’esistenza di eventuali furbetti che, pur usufruendo del servizio, non lo pagano.

Di certo, di fronte a tali trasformazioni, non mancano i rischi per i gestori. E non si parla solamente dei ritardi: concentrarsi su queste incombenze vuol dire infatti togliere attenzione al core business e alle attività concrete proprie delle aziende di gestione del servizio idrico, oltre all’andare incontro a possibili contestazioni e mancati pagamenti qualora ci siano errori nel cambio di sistema di tariffazione. Per essere certi di mettersi in regola entro le scadenze senza eccessive distrazioni, i gestori possono però rivolgersi ad agenzie specializzate nella gestione dei crediti, capaci quindi di gestire in modo rapido e professionale tutte le attività di customer care verso gli utenti, nonché di confrontarsi con i comuni di competenza per il reperimento dei dati necessari all’identificazione dei residenti e dei nuclei familiari e di tutte le altre informazioni indispensabili.